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Industry 4.0: “Mamma mi si e’ ristretto il robottino…!”

By 22 Aprile 2018 Marzo 27th, 2020 No Comments

Industry 4.0: “Mamma mi si è ristretto il robottino…!”img064Ogni nuova iniziativa merita un po’ di visibilità, è quindi con piacere che segnalo il nostro training HIGH PERFORMANCE SPEECH che terremo il 10 e 11 maggio:
Oltre il PUBLIC SPEAKING. Laboratorio per sviluppare, creare e comunicare idee ed esperienze per muovere all’azione. Oggi tutti vendiamo qualcosa: Prodotti, Servizi, Idee, Progetti e lo facciamo persuadendo, convincendo, influenzando gli altri.
Vogliamo lavorare sulle abilità personali di comunicazione, di persuasione e uscire dalla… “morte da Power Point”!
Se foste interessati richiedete la brochure.
Rientriamo subito in tema.
 
Normalmente vediamo solo ciò che ci piace vedere, tanto che a volte lo vediamo dove non c’è.
Eric Hoffer

Aspetta…
Questa forse è sfuggita!

Sulla stampa internazionale un tweet di Elon Musk ha ricevuto parecchia risonanza:
 
Yes, excessive automation at Tesla was a mistake.
To be precise, my mistake.
Humans are underrated.
Elon Musk, 13 aprile 2018

Che tradotto significa
Sì, l’automazione eccessiva a Tesla è stata un errore.
Per essere precisi, un mio errore.
Gli umani sono sottovalutati.

NO!!! Cosa sta succedendo?
Si è “ristretto” il robottino?
Esperti di Industry 4.0 commenti?

Elon Musk tornerà a far produrre le Tesla agli uomini dopo il fallimento dei robot?
“Gli esseri umani sono sottostimati”, ha scritto su Twitter, mentre alla Cbs ammette che il sistema robotizzato non funziona: “dobbiamo liberarcene subito”
 
Il problema di Tesla sono i robot. Elon Musk ha ammesso che l’eccessiva automazione della produzione della Model 3 è tra le principali cause del rallentamento della produzione. Musk, che da qualche settimana ha preso in mano la direzione della produzione delle sue auto elettriche, ha detto alla Cbs che i robot hanno rallentato la produzione: “Abbiamo questo complesso e pazzo sistema di nastri trasportatori robotizzati che non sta funzionando, dobbiamo liberarci di tutto appena possibile” (The Guardian).
(agi.it – AGI Economia – 16 aprile 2018)

I robot hanno rallentato la produzione
No! E adesso?

In un interessante articolo di Bloomberg – Musk says excessive automation was ‘My mistake’ – di Dana Hull del 13 aprile 2018 (bloomberg.com), leggiamo:

(…) “L’eccessiva automazione di Tesla è stata un errore. Per essere precisi, un mio errore “, ha scritto l’amministratore delegato in un tweet venerdì, ore dopo che la CBS ha trasmesso un’intervista in cui ha ammesso di aver messo troppi robot nella fabbrica di automobili di Tesla. “Gli umani sono sottovalutati.”

Era una concessione significativa di Musk, 46 anni, il quale vantava meno di un anno fa che Tesla stava creando un vantaggio competitivo rispetto alle case automobilistiche affermate programmando robot per produrre rapidamente veicoli. Invece, Tesla ha lottato per raggiungere gli obiettivi per il Modello 3, la prima berlina che la società ha provato a produrre in serie e alla fine vendere per un minimo di $ 35.000.

(…)“Avevamo questa folle e complessa rete di nastri trasportatori, e non funzionava, quindi ci siamo liberati di tutta quella roba”, ha detto Musk, indossando un berretto di Tesla nero e occhiali di sicurezza.
 
“Gli OEM tedeschi – tradizionalmente i più entusiasti sostenitori dell’automazione – hanno ripreso a farlo negli ultimi anni”, ha scritto Warburton. “I migliori produttori – ancora i giapponesi – cercano di limitare l’automazione. È costoso ed è statisticamente inversamente correlato alla qualità. Un principio della lean production è “stabilizzare il processo e solo dopo automatizzarlo”. Se si automatizza prima, si automatizzano gli errori. Crediamo che Tesla stia imparando questo a sue spese. “

… “we get rid of that whole thing” (ci siamo liberati di tutta quella roba) …!

Diceva John F. Kennedy:
Il grande nemico della verità non è tanto la bugia – deliberata, studiata a tavolino e disonesta – quanto il mito– persistente, persuasivo e irrealistico.

(The great enemy of the truth is very often not the lie – deliberate, contrived and dishonest – but the myth – persistent, persuasive, and unrealistic.
Dal discorso inaugurale alla Yale University, New Haven, Connecticut, 11 giugno 1962)

Ed è esattamente quello che è successo e sta succedendo con Industry 4.0, un grande mito persistente, persuasivo ma soprattutto irrealistico.

Persistente: che permane costantemente nel tempo, che si prolunga oltre il previsto o comunque per un lungo periodo; continuo, ostinato (Treccani).
Per quanto tempo ancora andremo avanti con convegni, saggi, “esperteria varia”, simulazioni, ecc., fabbriche “apparecchiate” ad hoc, sui sistemi cyber-fisici e sulla smart-factory?
La chiave di volta dell’Industry 4.0 sono i sistemi ciber-fisici  (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di Industria 4.0. (Wikipedia).

Quando invece di Industry 4.0 e del presunto ‘gap’ tecnologico delle aziende italiane, parleremo di aggiornamento di modelli culturali e organizzativi?

Persuasivo: non so se il termine persuasivo sia corretto per Indsutry 4.0; forse è più appropriato parlare di “manipolazione” visto il gigantesco business che origina la corsa alla digitalizzazione.

Industria 4.0, prende il nome dall’iniziativa europea Industry 4.0, a sua volta ispirata ad un progetto fatto dal governo tedesco. Nello specifico la paternità del termine tedesco Industrie 4.0 viene attribuita a Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster che lo impiegarono per la prima volta in una comunicazione, tenuta alla Fiera di Hannover del 2011, in cui preannunciarono lo Zukunftsprojekt Industrie 4.0. Concretizzato alla fine del 2013, il progetto per l’industria del futuro Industrie 4.0 prevedeva investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale. (Wikipedia)

Società di consulenza, conosciute o sconosciute, società di software, produttori di sistemi automatici, e via dicendo, hanno investito e investono massicciamente in comunicazione per cavalcare l’onda, cosa di per sé non sbagliata, almeno dal loro punto di vista ossia di un’azienda che propone prodotti e servizi.
Questa enfatizzazione sui sistemi cyber-fisici è una rappresentazione diventata monocorde, monocromatica e monotematica, spostando l’attenzione dalla visione dell’azienda come sistema socio-tecnico – con una componente umana molto importante – a quella di azienda super-automatizzata e digitalizzata.
Il senso di urgenza aumenta la pressione per investire a prescindere…

Irrealistico: credere che il segreto della competitività, della produttività e della strategia, risiedano solo nell’eliminazione del fattore umano (leggi taglio dei costi) e nell’automazione spinta, come ha scoperto Elon Musk per sua stessa ammissione, sono una patetica illusione.
Industry 4.0 è quindi diventata un mito (rappresentazione ideale o ideologica della realtà che, proposta in genere da una élite intellettuale o politica, viene accolta con fede quasi mistica da un popolo o da un gruppo sociale) a cui credere e la cui pervasività esercita una pressione sugli attori che genera una sorta di auto-convincimento che sia la strada giusta da percorrere.

Miti a supporto e corollari, sono quelli relativi a Internet of Things (IoT), Big Data, e alle nuove tecnologie “immersive”.
Settori in rapido sviluppo e che tracceranno il percorso dei prossimi sviluppi tecnologici.
 
Molti dirigenti, molti scienziati, e quasi tutti i laureati delle università di economia credono che se analizzi, i dati, questi ti forniranno nuove idee. Sfortunatamente, questa convinzione è totalmente errata. La mente può vedere solamente ciò che è preparata a vedere.
Edward De Bono

Insomma, i robottini cominciano a restringersi!
La tecnologia seguirà il suo corso come sta facendo da sempre a prescindere da Industry 4.0. L’impiego degli ultimi ritrovati è un elemento importante e imprescindibile e in questo non c’è nulla di rivoluzionario.
Le aziende lo sanno da sempre e se lo ritenevano giusto e possibile, hanno da sempre investito in tecnologia.
Non mi pare ci sia nullo di nuovo.

Il mito nasce nel momento in cui si crede che tutto sia conducibile a un robot, a un software e a una connessione di sistemi.
E’ il mito dell’illusione del controllo: sistemi automatici (leggi ripetibili), senza essere umani (che potrebbero sbagliare e con tutte le loro complicazioni), estremamente efficienti (costi bassi).
I miti sono stati il modo che gli esseri umani hanno usato per spiegare fenomeni che non capivano e che temevano come il fulmine, il fuoco, la nascita e la morte, la fertilità, le malattie, il tempo e così via.
La scienza fortunatamente ci ha affrancato da tutta una serie di superstizioni che oltre ad essere ridicole possono essere pericolose, questo pensiero mi conforta perché vuol dire che tra qualche tempo ci libereremo anche di questa leggenda di Industry 4.0.

Quando ci dimentichiamo l’uomo, il pericolo è in agguato, perché, forse, un’azienda e una fabbrica sono qualcosa di più che un insieme di nastri trasportatori e robot comandati da un qualche software.
Come ha scritto Elon Musk: Humans are underrated!
E così non funziona!

Design a better world
Buona settimana
Massimo

 

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