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Persone, invecchiamento e lo stallo alla messicana.

By 8 Dicembre 2020 No Comments

In un bell’articolo su il ‘Domani’ il direttore Stefano Feltri scrive:
Sapete quanti sono i dipendenti pubblici sotto i 34 anni nella pubblica amministrazione? Soltanto il 2 per cento. Basterebbe questo dato a spiegare perché lo stato italiano faticherà a gestire i 209,7 miliardi europei di un piano che dovrebbe essere dedicato alla Next Generation Eu, la prossima generazione. Negli ultimi dieci anni gli statali si sono ridotti di 212mila, abbiamo fermato gli ingressi, i tanti funzionari bravi si sono trovati circondati da colleghi sempre più vecchi, spesso poco motivati, comunque inamovibili, e da un esercito di precari che conta ormai 350mila persone, cui si aggiungono torme di consulenti spesso pieni di conflitti di interesse e secondi fini. Ci lamentiamo, da cittadini, di avere a che fare con una pubblica amministrazione poco tecnologica, che chiede le nostre generalità e il codice fiscale a ogni interazione, mentre ai nostri cellulari basta da anni l’impronta digitale per accedere a ogni dettaglio della nostra vita. Ma come potrebbe essere diversamente, visto che in media ogni anno lo stato investe solo 49 euro per dipendente in formazione?
(Stefano Feltri – La ripresa dopo il Covid dipende dagli statali – Domani, 29 novembre 2020)

Invecchiamento! Un problema non solo per la PA ma anche per le aziende che devono capire come gestire una popolazione aziendale che invecchia e che rimarrà in azienda più a lungo che in passato anche per l’allungamento dell’età pensionabile.
Ovviamente l’azienda a differenza della Pubblica Amministrazione può tollerare l’inefficienza e il calo di produttività fino ad un certo punto oltre il quale deve intervenire in qualche modo preservando un livello minimo di prestazione sotto il quale rischierebbe di compromettere la sua stessa esistenza. Il mercato non concede sconti.
Tuttavia in molte organizzazioni i ‘senior’ sono visti spesso come un freno e non come una risorsa. Qualcuno di cui liberarsi assumendo dei giovani, magari con contratti temporanei e a costi molto più bassi. 
Problema strutturale che ha diverse cause. Non voglio affrontare qui la storica discussione dell’alto costo del lavoro e della tassazione che agiscono come freni e che compromettono la competitività del sistema paese e quindi delle aziende.
Mi interessa focalizzare un altro aspetto. 

Perché un ‘senior’ che ha maturato una lunga esperienza, conosce bene l’azienda, ha un ‘know-how’ rilevante è visto, molte, troppe volte, come un ostacolo e non come una risorsa? Come qualcuno di cui liberarsi alla prima occasione?
Ne ho scritto più volte in passato e alcune riflessioni le potete leggere in questi post: 
IL CATALOGO DELL’ANNO SCORSO. PROGRAMMATI PER INVECCHIARE O PER CRESCERE?
LE AZIENDE E LA GALLINA DI SHINGO.
L’ARTE DI FARE LE COSE.
LE TRISTEZZE DEI BUDGET SULLA FORMAZIONE.

Perché è facile investire centinaia di migliaia di euro – a volte milioni – in tecnologia e invece spendere qualche migliaia di euro in buona formazione è visto come un costo?
Fate mente locale per un momento: quanto investe la vostra azienda in tecnologia? E quanto investe sulle persone? 
E’ una formazione che produce risultati, nuovi comportamenti, un diverso agire o sono attività che non producono ritorni?
Vi state preoccupando che le persone non invecchino, ovviamente non dal punto di vista biologico che è impossibile, ma dal punto di vista mentale? 
Cosa fate per mantenere mentalmente attiva una popolazione che – fortunatamente – è destinata a invecchiare?
State programmando l’obsolescenza della vostra organizzazione o la state contrastando?
Il mondo delle ‘Risorse Umane’ (bruttissimo termine tra l’altro che rimanda a concetti vecchi da economia classica dove le ‘risorse’ erano capitale, lavoro e terra, sig!) pare fermo a una serie di schemi del passato e prigioniero delle mode del momento. Molte volte impossibilitati a fare la differenza. E quando le mode si impossessano del modo di pensare ne esce un mondo uniforme, piatto e privo di originalità: tutti fanno le stesse cose! E l’innovazione che ci piace tanto citare muore.

E’ una situazione da stallo alla messicana (inglese: Mexican standoff o Mexican standout) è un termine che indica una situazione nella quale due o più persone (solitamente tre) si tengono sotto tiro a vicenda con delle armi, in modo che nessuno possa attaccare un avversario senza essere a propria volta attaccato.(Wikipedia)
Abbiamo una forza lavoro in cui i tanti funzionari bravi si sono trovati circondati da colleghi sempre più vecchi, spesso poco motivati, comunque inamovibili, e da un esercito di precari… 
L’organizzazione ha bisogno di generare risposte nuove perché è quello che chiede il mercato, ma i processi interni producono le risposte di sempre in un sistema che di fatto è bloccato (stallo). E quindi? Parte la ricerca dei talenti… il cui significato profondo continua a sfuggirmi.
A mio modesto parere un’azienda di duecento persone ha duecento potenziali talenti, no?

L’esperienza ha certamente un valore ma è ancora più importante lavorare per sviluppare le competenze che possano generare continuamente risposte nuove, sviluppare nuove idee, cercare e trovare alternative. Se riuscissimo a coinvolgere le persone con un’alta seniority e queste potessero rileggere le loro conoscenze pregresse alla luce di nuove esigenze e con l’abilità di cercare soluzioni originali saremmo riusciti a innestare nel DNA dell’azienda il gene dell’innovazione, quella vera. La combinazione di esperienza ripensata e di nuove energie, i giovani, creerebbe un mix di efficacia straordinaria. 

Un difetto del carattere umano è che tutti vogliono costruire e nessuno vuole fare manutenzione.
Kurt Vonnegut
Inseguiamo la ricerca del nuovo che nuovo non è, di una presunta ‘innovazione’ e dimentichiamo di fare la prima cosa semplice e cioè ‘fare manutenzione’. 
Mantenere, migliorare e poi evolvere.
Bisognerebbe allora ‘fare manutenzione’ cioè mantenere in buono stato (efficacia / efficienza) le competenze e le abilità delle persone che così tanto sono importanti per il successo dell’azienda in un mondo che si muove continuamente.

C’è molto da ripensare se vogliamo guardare avanti e non muoverci seguendo le mode che di nuovo hanno, forse, solo il nome (meglio se inglese).
State programmando l’obsolescenza della vostra organizzazione o la state contrastando? 
Se la volete contrastare dovete fare manutenzione…non è un costo ma una necessaria azione di cura e quindi un investimento!

Buona settimana
Design a better world
Massimo 

Foto crediti:
Wikipedia. Martin SoulStealer – Flickr: Mexican Standoff. Scene from a “steampunk” convention, The Asylum, Lincoln, England, September 2012

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